Autonomia VS Indipendenza dei figli, come gestirle?

Autonomia VS Indipendenza dei figli, come gestirle?

Riprendendo un podcast che è piaciuto tanto alla Community di Telegram voglio parlarti di due parole che apparentemente sembrano simili ma non lo sono affatto.

Oggi ho deciso di affrontare, anzi riaffrontare con voi un tema a cui sono particolarmente legata, tant’è che ci ho costruito perfino uno dei corsi della Jeditors Invincible Class l’argomento in questione a cui sto pensando è la coppia autonomia-indipendenza e allora perché ho deciso di riprendere in mano questa riflessione che ho portato più volte anche dentro i podcast e come vi ho detto insomma chi ha partecipato al corso o si è abbonato successivamente, trova fra le formazioni per i genitori.

Perché nel 2023, ormai siamo qua, parlare di autonomia e parlare di indipendenza non solo è importante per i bambini e le bambine più piccoli, ma soprattutto per chi di voi ha dei figli che piano piano stanno diventando degli adolescenti o giovani adulti.

Spesso si pensa che siano due tematiche che viaggiano a braccetto quindi se c’è una c’è anche l’altra ma in realtà, non è proprio così, quindi essere indipendenti significa avere delle caratteristiche, delle competenze, delle abilità tali per cui io, bambino e bambina, sono in grado di fare tutta una serie di azioni tipo vestirmi da solo per i piccoli per il più grande mi faccio la cartella e così si sale e i più grandoni ancora sono in grado di gestire le interrogazioni e le verifiche.

Ecco essere autonomi, invece significa che non solo ho imparato le competenze ed ho quindi acquisito quelle abilità e ho diciamo approfondito ho messo alla prova esplorato le mie esperienze legate alle varie attività di cui stiamo parlando, ma ho anche una motivazione interna che mi spinge a cercare di pianificare e programmare interamente queste operazioni, quindi non solo mi so vestire da solo, come capita già ai bambini piccoli quindi della fascia dell’infanzia per alcune cose persino all’ultimo anno del nido,

MA sono in grado di capire che fa freddo e quindi mi metterò il giubbotto pesante, non metterò e non uscirò di casa soltanto con la felpina; quindi essere autonomo come vedete richiede consapevolezza, richiede responsabilità ma richiede anche una cosa di cui vi ho parlato, per esempio stamattina proprio nei contenuti grafici che vi ho messo sia su Instagram che su Facebook vuol dire che ho fatto e ho partecipato a tutta una serie di proposte, esperienze, alcune rischiose alcune meno, che mi hanno proposto mio babbo e la mia mamma.

Quindi il mio babbo e la mia mamma -io aggiungerei anche l’ambiente scolastico- mi hanno messo di fronte a una serie di possibilità, io bambino bambina e poi ragazzo ragazza le ho percorse e all’interno di queste esperienze, non sono stato sempre bravo, non sono riuscito sempre a portarle in fondo con successo però ho fatto allenamento quindi mi sono mi sono costruito una storia, una memoria di una serie di azioni e di risposte a queste azioni , quindi il principio di causa effetto, e di conseguenza sono pian piano in grado veramente di essere autonomo, quindi non solo indipendente ma anche autonomo.

Autonomia VS Indipendenza dei figli, come gestirle?

Perché stamattina ho proprio ripreso in mano questo argomento? Perché pensavo, mentre andavo allo studio pediatrico passando con la macchina davanti alla scuola, meno male ho scazzato l’uscita della scuola media. L’uscita della scuola media che per noi che dobbiamo passare lì per lavoro, è tipo un momento di battaglia perché le infinite macchine dei genitori che sono in attesa all’uscita della scuola, ovviamente è naturale che sia così ed ostruiscono il passaggio a tutti gli altri, ora non è che possiamo costruire scuole medie tutte con i parcheggi, questo non sta nei piani regolatori né di Giorgetti né di nessun altro il ragionamento che facevo io, mi dicevo che in una giornata con il sole come quella di oggi in cui non è neanche particolarmente freddo, perché non lasciare che i bambini delle medie rientrino a casa in autonomia quelli che stanno vicini ovvio che se uno deve attraversare la città per ritornare a casa forse non è ancora l’età, ma quelli che stanno vicini, relativamente vicini, insomma fino a 3-4 km, perché non dargli l’autonomia e l’indipendenza in questo caso di rientrare da soli? Voi direte che ora per legge non si può fare si può fare, ma si possono fare le delibere insomma le scuole accettano i genitori che fanno questa richiesta, ovviamente su loro responsabilità.

Vi dico questo perché gli stessi ragazzini, poi sono quelli che vanno sui videogiochi a loro vietati, videogiochi vietati ai minori di 13 anni o social vietati ai minori di 13 anni sono comunque abitati da questi ragazzini, queste ragazzine che frequentano le scuole medie, che però il genitore non valuta adeguato a che rientrino a casa da soli.

Qualcuno starà pensando, dall’altra parte, ma tornano a casa tardi e poi mangiano tardi, in questo modo si fa prima,

ma fate prima su che cosa?

Perché io vi dico sempre voi dovete seminare, ma non dovete seminare sul momento, voi dovete seminare nel lungo; perché se un genitore semina soltanto sull’istante attuale in realtà perde di vista la prospettiva futura, quindi gli insegnamenti che voi date oggi, sono insegnamenti sul futuro per cui se oggi gli dite che non è in grado magari ha 12-13 anni –gli state dicendo questo non sei grado di tornare a casa da solo, tu che abiti a quattro isolati di distanza e quindi ti devo venire a prendere io, perché magari ti cacci nei guai, non sei in grado in questo senso- e se gli state dicendo questo perché poi lui/lei  dovrebbero sentirsi in gamba, capaci ma in certo senso diventano “schizofrenici” nel loro approccio alla vita da una parte so fare e da una parte non so fare, da una parte il mio genitore si fida e da una parte il mio genitore non si fida ed il rischio è quello di ritrovarsi un adolescente di 15-16 anni che si fa accompagnare dai genitori da tutte le parti perché gli fa fatica prendere la tramvia, perché gli fa fatica parcheggiare la macchinina.

Ecco cosa intendo quando ai miei Jeditors, quindi anche a voi, insisto dicendovi di cercare di guardare lungo perché se volete evitare a 16 anni li dovete accompagnare, pur avendo la tramvia sottocasa, ovunque e quindi condizionare le vostre da adulti a fare i tassisti dei vostri figli, se volete evitare questo dovete iniziare a lavorarci quando sono piccoli e quindi strutturare un’educazione familiare, una comunicazione e una relazione tale che non solo gli faccia crescere nelle competenze ma che li faccia crescere anche in autonomia e quindi in fiducia in se stessi.

Che ne pensi?
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A differenza degli altri pedagogisti che puntano ad aggiustare i ragazzi legandoli a loro con lunghi percorsi, io non mi sostituisco mai ai genitori ma li affianco per renderli velocemente indipendenti e capaci di fronteggiare le crisi dei figli diventando le loro super guide in prima persona.

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Con la missione di allenarvi a fronteggiare le insicurezze e lati deboli che impediscono a vostro figlio di vivere una esperienza serena con la scuola o la famiglia, fino a trasformarvi in genitori invincibili.

Il chicco

Ogni giorno dal Lunedì al Venerdì, verso le 7-8 di mattina, mi sveglio e registro piccole e veloci pillole scritte o vocali dedicate a voi genitori sul mio canale Telegram.

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