La lettura: piacere o tormento?

La lettura: piacere o tormento?

Quando confidi di avere un figlio con alcune difficoltà la maggior parte delle volte ti consigliano un libro. Chi ti consiglia questo, chi ti consiglia quello.

“Ma mio figlio è piccolo, non legge ancora” Non importa, potete leggerlo voi genitori, no? Siete lì apposta. Lui apprezzerà lo stesso.

E se non gli piace ascoltarvi? Vostro compito è anche quello di insistere e guidarlo al piacere delle storie, che si sa, aiutano a crescere.

…no, non sono impazzita. Tuttavia per aiutarlo a amare i libri bisogna che li amiate voi per primi, e che siate in grado di proporli con leggerezza, e che non si riduca solo ai libri l’unico strumento di svago suggerito, in questa società piena di svaghi sensoriali.

Mi spiego

In educazione non si deve mai essere rigidi. L’educazione ha delle norme di base e di sopravvivenza, dei valori morali cui riferirci e poi… stop. Poi ognuno è libero di gestirsi, di cadere e di provare.

Le mamme e i babbi hanno così un ruolo di guide, di orientatori e di motivatori. In questo modo possono indicare delle vie divertenti, curiose che possono catturare l’attenzione dei figli.

Quando invece diventano, per la fretta o il poco tempo, degli antipatici direttori che non lasciano scampo all’idea di svago dei figli ottengono spesso effetti devastanti.

Ritornando a noi: la lettura è un bellissimo strumento per passare il tempo, per immaginare e dare vita a mondi fantastici, distrarci da situazioni pesanti, passare il tempo in relax.

Purtroppo quello che è accaduto nel sistema scolastico ha straziato la lettura come modalità di esplorazione e di curiosità, riducendola ad attimi di performance e di test. Questo di per sé non sarebbe atroce se il mondo non fosse cambiato da bidirezionale a multidirezionale nelle comunicazioni e anche nel reperimento di fonti e di tempo libero e la maggioranza del personale docente lo sta comprendendo in ritardo…ora che i buoi sono scappati.

La lettura  deve essere un piacere, sennò diventa tormento.

Così tu genitore che vuoi aiutare i tuoi figli ti sei trovato incasellato in due diverse categorie di approccio:

• li obbligo a leggere (e li soffoco di libri che a loro non interessano) perchè si deve leggere

• uso i libri come cura per ogni minimo problema di mio figlio, acquistando libri-ricettari che se hai un figlio/a intelligente si mette in testa di fare tutto il contrario.

Ti posso assicurare che puoi convincerli a leggere tipo “foca addestrata” finché sono talmente piccoli da non riuscire a ribellarsi, anche se a guardarli bene lo fanno ogni volta che scappano alla tv, alla play…o ti guardano scocciatissimi.

I libri invece usati come “pillola magica” per curare i tuoi figli dalla rabbia, dall’insicurezza, dalla tristezza, dal non voler lasciare il ciuccio sono oltremodo distruttivi rispetto al piacere della lettura, perché ogni volta che ti metti lì con lui a leggerlo lui sa che gli toccherà il monologo noioso.

Fra di voi qualcuno si è salvato:  le mamme e i babbi che hanno saputo vivere l’esperienza della lettura come un momento creativo.

Te lo dico spesso è la creatività che vi verrà sempre in aiuto nel momento in cui non riuscite ad attingere alle vostre risorse.

La lettura non deve mai essere un tormento.

Ti voglio proporre in questa chiave un albo illustrato che NON cura nulla, ma causa dolcezza e tenerezza a tutte le età.

“La gigantesca piccola cosa” di Beatrice Alemagna.

Porta una riflessione sul senso della piccola cosa, che poi scoprirete essere la felicità. 

E come si fa a chiamare la felicità una “piccola cosa”? Lo leggerete e lo capirete e se ne avrai voglia me lo scriverai.

Un albo ha un grande fascino, è accompagnato di immagini, spesso è grande, fuori taglia e questo che ti ho detto è molto grande e poco maneggevole. Così la lettura interessa tutto il corpo, non solo la mente, non solo gli occhi , non solo l’anima . Diventa una lettura globale. 

Pur essendo una pedagogista che apprezza il digitale, se vuoi emozionare tuo figlio o figlia devi passare dalla carta stampata. gli altri sistemi lasciali a quando saranno più grandi e allenati, o metti una storia in macchina da ascoltare.

La lettura, se vuoi che affascini deve diventare un momento di condivisione e di comunicazione, c’è una persona che legge e c’è una persona che ascolta, una che offre e l’altra che accoglie.

La lettura allora diventa uno strumento di relazione e di crescita: insegna ad ascoltare, insegna a comunicare, insegna a dissentire.

Fa nascere discussioni, personaggi fantastici, idee da approfondire.

Questa piccola strategia assomiglia molto ad un viaggio in macchina, dove si guarda fuori e si commenta il panorama.

Adesso vai in libreria e compra il libro più grande che ci sia!

…se ti è piaciuto il mio articolo condividilo con chi vuoi.

Vania Rigoni

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A differenza degli altri pedagogisti che puntano ad aggiustare i ragazzi legandoli a loro con lunghi percorsi, io non mi sostituisco mai ai genitori ma li affianco per renderli velocemente indipendenti e capaci di fronteggiare le crisi dei figli diventando le loro super guide in prima persona.

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In questo gruppo ci sarò io, la Dott.sa Vania Rigoni, che cercherò con tutte le mie forze di partecipare alle discussioni che verranno aperte.

Con la missione di allenarvi a fronteggiare le insicurezze e lati deboli che impediscono a vostro figlio di vivere una esperienza serena con la scuola o la famiglia, fino a trasformarvi in genitori invincibili.

Il chicco

Ogni giorno dal Lunedì al Venerdì, verso le 7-8 di mattina, mi sveglio e registro piccole e veloci pillole scritte o vocali dedicate a voi genitori sul mio canale Telegram.

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