Siete sempre chiari mentre parlate ai vostri figli?

Siete sempre chiari mentre parlate ai vostri figli?

Mi sono accorta che tanti di voi cadono in auto-tranelli quando parlano ai figli (piccoli o grandi) perché non fanno caso a che modalità di comunicare usano.

Forse anche tu? Non c’è niente di male nel sbagliare, basta aggiustare il tiro appena ce ne accorgiamo.

Comunicare è una delle modalità di stare in relazione e la impariamo dalla nascita grazie agli sguardi, i gesti e le parole che tu rivolgi a tuo figlio.

Comunicare non è sinonimo di parlare, perchè può accadere anche rimanendo in silenzio e usando lo sguardo, oppure con un gesto e un sorriso.

Tuttavia comunicare e stare in relazione sono parte della vita di una famiglia, dalla sveglia alla buona notte.

Alcune volte la comunicazione per motivi vari, si trasforma nel peggior ostacolo alla serenità famigliare: un paradosso. Tu vuoi essere utile e diventi un inciampo.

Che cosa vuol dire comunicazione paradossale? 

E perché ci devi stare tanto attento? 

Ne parlo spesso, nei Corsi JIC per genitori, nelle consulenze e nei podcast…perchè? 

Comunicazione paradossale è quando voi dite una cosa ma con il vostro corpo ne dite completamente diversa.

Tenendo conto che nella comunicazione soltanto il 7% circa è fatto dalle parole pensate bene che tutto il resto sono i nostri sorrisi, i nostri sguardi, il nostro corpo..e tutte quelle interazioni che ci sono fra un pezzo di discorso e l’altro..

Vedi che i tranelli sono dietro l’angolo. Più facile tenere sotto controllo una parola che un gesto.

Quindi nel momento in cui noi tu comunichi devi tenerti sott’occhio:  come se ci fosse un altro che ci guarda dal di fuori e ci dice “aggiustati, mettiti in una posizione più coerente” 

A te mamma e a te babbo che mi stai leggendo voglio proprio che da oggi inizi a“guardarti, osservarti per essere più coerente nei momenti in cui parli ai tuoi figli”. 

Che significa “coerente”, dirai? 

Più coerenti significa appunto che nel momento in cui vuoi passare un messaggio ai tuoi figli devi cercare di trasferirglielo con tutto il tuo corpo e non soltanto con le parole. 

Un esempio abbastanza tipico :

Capita una discussione col partner (che non è la fine del mondo) e naturalmente a un certo punto vi viene da alzare la voce. 

Alzando il tono quando si discute succede che aumenta il nostro battito cardiaco se poi siete simili a me- diventate magari anche un po’ paonazzi (tanti di noi hanno delle dermo-reazioni).

Nel momento in cui stai discutendo col tuo partner di qualcosa di importante -perché altrimenti non alzereste la voce e della conversazione- e vostro figlio/vostra figlia nell’altra stanza vi sentono, vi percepiscono e vi raggiungono nella stanza.

E ti pongono la classica domanda : “mamma, babbo cosa sta accadendo?” 

..e tu per tutela –perché io so che lo fate per tutela- gli rispondete:“nulla, non sta capitando niente, non ti preoccupare” (con tono alto della voce perchè stavate discutendo)

.. a quel punto loro non sanno “Ma sei sicura mamma? Perché ti ho sentita urlare. Sei sicuro babbo? Perché sentivo i toni un po’ vivaci.” 

e poi voi continuate a raccontare e a dire ai vostri figli, cercando di rassicurarli: “No, non ti preoccupare” ma in quello che state facendo state mandando un messaggio ambiguo.

I vostri figli sono persone sensibili, detto e ribadito molte volte, e vi conoscono dal momento 0 della loro nascita. 

Sanno perfettamente che voi in realtà siete alterati, siete arrabbiati.

Sentono che c’è qualcosa che non è standard.

Ma voi gli state dicendo di stare tranquillo/a, di non preoccuparsi.

Dentro le loro menti accade un cortocircuito: 

a)devo credere alle mie emozioni e alla mia mente, al mio cognitivo, quindi alla mia intelligenza e quindi accettare che non c’è niente di male che il babbo e la mamma stanno discutendo? 

b)oppure devo dare retta alla mia mamma o al mio babbo che mi sta dicendo che non succede nulla? 

Questo fatto crea loro un turbamento perché non sanno a chi credere, si sentono in conflitto con se stessi e siccome un figlio è tendenzialmente portato a credere a quello che dicono loro i propri genitori, capite bene che quello che accade è che mettono in dubbio la loro percezione.

Nel momento in cui un bambino, una bambina, un ragazzo, una ragazza mettono in dubbio la loro percezione qualcosa in loro si incrina, iniziano ad essere insicuri, cominciano a non fidarsi più dei loro istinti, a non fidarsi più delle loro percezioni e questo lo trasmettono in tutti i loro momenti della vita. 

Quindi, siate sempre chiari mentre parlate ai vostri figli. 

Ecco perché parlo a te mamma, a te babbo e perché è nato Jeditors.

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Per lavorare in modo personalizzato ho creato “Jeditors, il percorso”: nato per metterti in guardia da questi tranelli e dall’altra parte per darti soluzioni (è un progetto articolato, semplice da seguire, pieno di cose da fare..)

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A differenza degli altri pedagogisti che puntano ad aggiustare i ragazzi legandoli a loro con lunghi percorsi, io non mi sostituisco mai ai genitori ma li affianco per renderli velocemente indipendenti e capaci di fronteggiare le crisi dei figli diventando le loro super guide in prima persona.

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In questo gruppo ci sarò io, la Dott.sa Vania Rigoni, che cercherò con tutte le mie forze di partecipare alle discussioni che verranno aperte.

Con la missione di allenarvi a fronteggiare le insicurezze e lati deboli che impediscono a vostro figlio di vivere una esperienza serena con la scuola o la famiglia, fino a trasformarvi in genitori invincibili.

Il chicco

Ogni giorno dal Lunedì al Venerdì, verso le 7-8 di mattina, mi sveglio e registro piccole e veloci pillole scritte o vocali dedicate a voi genitori sul mio canale Telegram.

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