Storia di Jeditors cap.3 -Perchè arriva l’ansia a tua figlia e non vuol più studiare?

Perchè arriva l’ansia a tua figlia e non vuol più studiare?

Francesca e Michele sono i genitori di una ragazza adolescente, sono due che hanno una vita presa dai loro lavori e riescono tuttavia da sempre a ricavarsi del tempo libero nel week end per la famiglia. Si conoscono da sempre.

Si occupano entrambi dei nonni (genitori anziani), delle pratiche amministrative e del loro accudimento (ciascuno della propria famiglia): un grande senso di famiglia.

La figlia Sofia,  è sempre con loro, eccetto che quando è a scuola o impegnata nello sport, gli amici del cortile del palazzo. 

Una ragazza silenziosa fuori casa, timida, piena di idee che non ha coraggio di esprimere senza il consenso di un adulto.

La ragazza un giorno inizia una “guerriglia” famigliare che porta scompiglio in quella che è una dimensione moderata, di centro alla vecchia maniera. 

Cambia look, cerca nuove amicizie più trasgressive (che poi non imita anzi sembra quasi le debba curare tutte), qualsiasi proposta famigliare viene controbattuta. Il suo rendimento scolastico risente del subbuglio che la ragazza vive. 

Michele non riesce a capire la figlia. Francesca cerca di trovare spiegazioni concrete, dati oggettivi per aiutarla.

La domanda che portano al mio studio è: 

dottoressa ci può aiutare con la scuola di nostra figlia? 

È un peccato vederla così…butta via tanti anni di impegno.

Li invito a compiere il Primo Passo (www.jeditors.com) per capire meglio come aiutarli, se hanno necessità di me come Maestra Jeditors oppure di un’altra tipologia di specialista.

Studio il materiale che mi rinviano, le loro risposte sono precise e concrete, ripetitive sopratutto quando le domande richiedono riflessione: nostra figlia è cambiata e sta buttando al vento la scuola.

Nel report personalizzato sono sincera come sempre, può darsi che la figlia possa essere aiutata da una psicologa, certo è che loro devono fare un “cambiamento”.

Chiedo loro di imparare ad ascoltarla in modo diverso e più accurato, di vederla oltre la studentessa in difficoltà di adesso e come una ragazza che sta comunicando qualcosa: 

voglio vitalità, basta essere moderati, la vita è emozione… 

Le emozioni son quello che ci impediscono di morire, la paura ci fa smettere di essere vittime, il disgusto ci tiene lontani da quello che ci farebbe star male. 

Basta col mondo di gommose allo zucchero, ogni tanto ci vuole anche un pò di limone aspro e ruvido a vivacizzare.

Entrano in Jeditors. Il cammino è lungo e io so che sarà anche faticoso. Sofia, la figlia, è una ragazza tosta, acuta e sensibile e loro devono imparare a essere sinceri con lei.

Devono anche imparare a gestire le loro aspettative su di lei, parlare con la loro vera figlia e non con quella che si sono immaginati per anni.

Ci vuole coraggio. 

Francesca e Michele lo hanno trovato. 

Le discussioni che prima erano senza logica, sono decresciute in frequenza e si sono fatte più intense: ciascuno ha iniziato ad esprimere i propri pareri reali senza paura, senza mantenere il controllo, con l’obiettivo di comunicare le proprie idee.

Politica, diritti umani, il mondo del lavoro, la musica, le droghe.

Nella nostra società dove il conflitto spaventa, loro hanno alimentato il conflitto. 

Un brivido. Una vertigine per Francesca e Michele che avevano sempre cercato la via di mezzo, nascondere tutto sotto il tappeto di salotto gli era sembrata una buona tattica educativa: tanto poi la vita ti presenta sempre il conto quando non te l’aspetti.

La ragazza finalmente non sentiva più di dover percorrere solo le strade autorizzate, la fiducia la sentiva arrivare e con essa sentiva che “poteva dire la sua sempre”.

Quell’anno è stato perduto, o quasi…tre esami a settembre. 

Impossibile Sofia si sentì di potersi dire.
-Non credo che riuscirò a recuperare. Mamma, Babbo voglio ricominciare da capo e non angosciarmi l’intera estate.-

Questa frase manda i genitori nel panico. 

Come? Dopo tutto -figlia- rinunci così?

Ci saremmo dovuti vedere proprio per l’incontro che ho dedicato all’autostima quando loro era in questo travaglio. 

Cosa significa autostima? 

Uno dei punti su cui riflettiamo è:

assomigliare alla versione migliore di noi stessi e non di qualcun altro.

E così ragionano Francesca e Michele a voce alta con me, facciamo simulate, esperienze per arrivare a capire (loro) la miglio strategia. 

Di lei ci fidiamo, ha già detto che in estate farà volontariato in parrocchia con i più piccoli, poi verrà in vacanza con noi e magari anche qualche settimana ad aiutare i nonni. 

In effetti se poi a settembre parte a bomba come è il suo stile..farà scintille e magari non sarà stanca.

Quella classe poi non le è mai piaciuta troppo, forse si farà anche dei nuovi amici e quelli che aveva li coltiverà fuori.

A distanza di due mesi dalla fine della scuola mi dicono che ha perfino ripreso i libri in mano, ha deciso che si presenterà agli esami studiando senza stress perché proprio non provarci le dispiace.  

Una decisione sua che porta avanti con serenità.

Loro sono contenti di una cosa, hanno capito che tutto quel buonismo metteva ansia a tutti e non risolveva nulla. 

Hanno finito il percorso e le parole da non dire che ho consegnato loro le hanno messe nell’agenda come memento.

Spero ti sia di aiuto questa storia come gli altri post che ho scritto, se vuoi iniziare come Francesca e Michele a fare qualcosa www.jeditors.com è il Primo Passo.

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A differenza degli altri pedagogisti che puntano ad aggiustare i ragazzi legandoli a loro con lunghi percorsi, io non mi sostituisco mai ai genitori ma li affianco per renderli velocemente indipendenti e capaci di fronteggiare le crisi dei figli diventando le loro super guide in prima persona.

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In questo gruppo ci sarò io, la Dott.sa Vania Rigoni, che cercherò con tutte le mie forze di partecipare alle discussioni che verranno aperte.

Con la missione di allenarvi a fronteggiare le insicurezze e lati deboli che impediscono a vostro figlio di vivere una esperienza serena con la scuola o la famiglia, fino a trasformarvi in genitori invincibili.

Il chicco

Ogni giorno dal Lunedì al Venerdì, verso le 7-8 di mattina, mi sveglio e registro piccole e veloci pillole scritte o vocali dedicate a voi genitori sul mio canale Telegram.

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